Utopia


di Luisa Foddai (Arbus)





omaggio a Vittorio Arrigoni



Passi silenti irrompono vili
nella notte della tua Pace.
Grumo nero a violar l’iridato tuo Tempio.
Coperto da drappi scarlatti danzava
il tuo libero piede su palchi polverosi e assettati,
sotto cieli di fango accesi dal brillar
assassino di stelle terrene.

Balletti di limpida speme danzava il cuore tuo puro,
che scevro da peccato riflesso all’innocente pupilla,
fiero sgorgava, opre e parole d’amore
con fiati e mani affondate su Terre di pace promessa.
Giuda temette il tuo libero fianco
cinto di sogni impetuosi
e maligna provò ad allungarne la sua nera mano.
Ma giovani e spesi senza riserve,
barriere e bandiere dicevi,
sono i tuoi aliti assenti di morte
che mai soffocati saranno!
Soffieranno leggeri come brezza divina
sui capi graziati del tuo andare terreno.
Piange oggi il mattino al suo triste levar,
macchiato dal male che colore non ha.
Stilla lacrime nere su coppe colmate
dagli ardenti respiri dei tuoi.
Ma esaurito il tempo del pianto,
un sol modo a celebrarne il libero canto!
Il tuo grido perenne di Pace a squarciare
il disonesto silenzio vibrato nell’aria redenta
dalle eroiche tue gesta.
Solo perle della tua lunga collana rotolate
dai sepolcri dell’odio ad ornare
il collo ferito di questo misero mondo.
Sempre e solo, da un cielo guarito
dinanzi a quell’unico Dio
sporcato e smembrato a coprir feroci martiri,
il dolce immortale tuo grido
a destare il nostro domani….
RESTIAMO UMANI!!!






Luisa Foddai (Arbus)

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