Gocce di pioggia

di Alessandro Chessa (Nuoro)

Gocce di pioggia su fuoco ardente.
Fumi e vapori
odori, vapori
odori e vapori. Sapori
mirto, rame, agrumi
vita negli occhi, splendida assenza.
Cometa nell’abisso.

Onde che squarciano la sabbia
come silenziose lame sul tenero pane.
Sapore d’orzo
profumo di parole roventi
imprigionate
da un infiammato forno.

Alessandro Chessa

Centomila volte Nuoro. Per il Cambiamento

di Valeria Gentile

 

Ho lasciato che si parlasse tanto di questo evento straordinario, sui social network, sulle vetrine, sui banconi e sui balconi, alle orecchie, sulle bocche. Sono state ore, minuti e secondi di un’intensità e di una meraviglia ormai inconcepibili, abituati come siamo a guardare la tv e circolare nel traffico come omini senza vita. Sono stati attimi di romanticissima follia, di cui sardi arrivati da tutta l’isola parevano esser caduti preda, con udito e cuore tesi ad un’empatia poetico-teatral-musicale di raro vigore. Molti lo hanno condiviso e diffuso, alcuni gli hanno dedicato riflessioni e articoli, poesie persino, e canzoni.

L’evento simultaneo globale si è svolto in cinquecentocinquanta città del mondo e parlava da sé: la poesia, la forza della bellezza che salva tutti i giorni l’umanità dall’autodistruzione, parlava da sé; ma non è questo il vero motivo per cui come presentatrice quella sera non ho parlato tanto, lasciando all’evolversi della magia tutto lo spazio per realizzarsi; non è questo il vero motivo per cui finora e fino a qui non ho spiegato che cosa realmente questo evento organizzato senza un soldo – in Sardegna, a Nuoro – significasse per me. Era – semplicemente – una motivazione tanto personale quanto appassionata e sentimentale.

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