di Alessandro Chessa (Nuoro)
Uragano di versi rotolanti di infinito.
Uragano di lettere ordinate
da empatici suoni.
Uragano
di grigia sofferenza
non curante di piatta armonia.
Uragano intimo
di nuova terra
di fresca luce.
di Alessandro Chessa (Nuoro)
Uragano di versi rotolanti di infinito.
Uragano di lettere ordinate
da empatici suoni.
Uragano
di grigia sofferenza
non curante di piatta armonia.
Uragano intimo
di nuova terra
di fresca luce.
di Alessandro Chessa (Nuoro)
Gocce di pioggia su fuoco ardente.
Fumi e vapori
odori, vapori
odori e vapori. Sapori
mirto, rame, agrumi
vita negli occhi, splendida assenza.
Cometa nell’abisso.
Onde che squarciano la sabbia
come silenziose lame sul tenero pane.
Sapore d’orzo
profumo di parole roventi
imprigionate
da un infiammato forno.
di Luisa Foddai (Arbus)
Su un vassoio
vestito dell’oro
ti porgo la Primavera.
La danza di mille farfalle
che innocenti volteggiano
sotto un cielo che piange sul
palmo della mano tua armata.
Ti offro la mia alba di Sole
che trionfare vorrebbe
vestendo il tuo sguardo di luce.
Ho lasciato che si parlasse tanto di questo evento straordinario, sui social network, sulle vetrine, sui banconi e sui balconi, alle orecchie, sulle bocche. Sono state ore, minuti e secondi di un’intensità e di una meraviglia ormai inconcepibili, abituati come siamo a guardare la tv e circolare nel traffico come omini senza vita. Sono stati attimi di romanticissima follia, di cui sardi arrivati da tutta l’isola parevano esser caduti preda, con udito e cuore tesi ad un’empatia poetico-teatral-musicale di raro vigore. Molti lo hanno condiviso e diffuso, alcuni gli hanno dedicato riflessioni e articoli, poesie persino, e canzoni.
L’evento simultaneo globale si è svolto in cinquecentocinquanta città del mondo e parlava da sé: la poesia, la forza della bellezza che salva tutti i giorni l’umanità dall’autodistruzione, parlava da sé; ma non è questo il vero motivo per cui come presentatrice quella sera non ho parlato tanto, lasciando all’evolversi della magia tutto lo spazio per realizzarsi; non è questo il vero motivo per cui finora e fino a qui non ho spiegato che cosa realmente questo evento organizzato senza un soldo – in Sardegna, a Nuoro – significasse per me. Era – semplicemente – una motivazione tanto personale quanto appassionata e sentimentale.
di Alessandro Chessa (Nuoro)
Urla nel silenzio squarciano il cielo
carico di lacrime soppresse.
Urla nel silenzio vibrano
sulla candida pelle umida
di bollenti umori.
Urla nel silenzio di moto perpetuo
di nude anime, di piccoli impulsi dettati
da uno sguardo, da una pupilla
cristallina
carica di luce propria.
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Tratto dallo spettacolo poetico-musicale “Abissi”
Testo e voce di Valerio Asara (Olbia)
Musiche di Alberto Monaco (Olbia)