Sento la necessità di integrare le parole in libertà espresse sull’iniziativa di coinvolgere “Centomila poeti per il Cambiamento” che faranno vibrare l’etere all’unisono in 600 eventi. Abbiamo parlato di Nuoro quale villaggio globale che nella sua storia annovera momenti di fertilissima dinamica culturale, tanto che ancora si riverbera sui giorni nostri fascino e delicate attenzioni per tutte le espressioni artistiche, musica, parole, colore, estetica.
In buona sostanza mi riferisco alle manifestazioni dell’animo, le stesse che oggi trovano sempre minori attenzioni nel crogiolo politico che pare consideri l’arte quale primo settore da sacrificare, quando, per far quadrare i bilanci finanziari, si usa non la logica di proteggere le risorse dello spirito, che poi significa investire sull’uomo, sul bello, valorizzazione di beni di radice quale risorsa economica, ma la logica del taglione, armando di affilati “pinnacu” le mani di portatori di risorse che inevitabilmente portano alla paralisi culturale, all’aborto di iniziative che nascono dalla società quale esigenza di nutrire lo spirito.
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