Freedom Flotilla

di Gianni Mascia (Cagliari)

 

Andat sulena sa Freedom flottiglia
sul mare che sembra sonnecchiare,
mentras sa luna, sbentiada, bisbiglia
ataviche nenie all’orecchio del mondo.
D’un tratto la notte si squarcia, s’acciglia,
e luce a lampare quiete scompiglia.
Si staglia dal cielo allibito la morte
che scaglia in sembianze di falchi a motore
gli strali appuntiti della tirannia.

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Lune

di Gianni Mascia (Cagliari)

 

Se n’è andata, muta, la luna,
mentre l’ultima brace di stelle
rantola tremolante di paura
sotto i rigagnoli iridescenti
di acqua piovana che freme
sotto gli sguardi arcigni
di lampioni che aspettano l’alba.
Se n’è andata, muta, la luna,
alla deriva per i sentieri del sogno.

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Lettera e poesia di Gian Paolo Mele Corriga

Sento la necessità di integrare le parole in libertà espresse sull’iniziativa di coinvolgere “Centomila poeti per il Cambiamento” che faranno vibrare l’etere all’unisono in 600 eventi. Abbiamo parlato di Nuoro quale villaggio globale che nella sua storia annovera momenti di fertilissima dinamica culturale, tanto che ancora si riverbera sui giorni nostri fascino e delicate attenzioni per tutte le espressioni artistiche, musica, parole, colore, estetica.
In buona sostanza mi riferisco alle manifestazioni dell’animo, le stesse che oggi trovano sempre minori attenzioni nel crogiolo politico che pare consideri l’arte quale primo settore da sacrificare, quando, per far quadrare i bilanci finanziari, si usa non la logica di proteggere le risorse dello spirito, che poi significa investire sull’uomo, sul bello, valorizzazione di beni di radice quale risorsa economica, ma la logica del taglione, armando di affilati “pinnacu” le mani di portatori di risorse che inevitabilmente portano alla paralisi culturale, all’aborto di iniziative che nascono dalla società quale esigenza di nutrire lo spirito.

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Potessi

Questa poesia ci è stata generosamente regalata dall’autore Tonino Cugusi, Direttore della Biblioteca Per la Pubblica Lettura “S. Satta” di Nuoro, in occasione della prima edizione di Centomila Poeti per il Cambiamento.

 

Potessi
Riaprire le voragini
Scoperchiare le colline
Frugare le zolle
Della tanca di Don Sebastiano

Potessi
Capire l’anima
Di quei segni
E di quelle forme
Potessi percorrere
Le gallerie della memoria
Attraversare le stagioni
Del granito e dell’ossidiana
Le fibre del legno e delle ossa
Osare un volo
A ritroso
Sui fili impercettibili
Dell’origine della vita

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Centomila volte Nuoro. Per il Cambiamento

di Valeria Gentile

 

Ho lasciato che si parlasse tanto di questo evento straordinario, sui social network, sulle vetrine, sui banconi e sui balconi, alle orecchie, sulle bocche. Sono state ore, minuti e secondi di un’intensità e di una meraviglia ormai inconcepibili, abituati come siamo a guardare la tv e circolare nel traffico come omini senza vita. Sono stati attimi di romanticissima follia, di cui sardi arrivati da tutta l’isola parevano esser caduti preda, con udito e cuore tesi ad un’empatia poetico-teatral-musicale di raro vigore. Molti lo hanno condiviso e diffuso, alcuni gli hanno dedicato riflessioni e articoli, poesie persino, e canzoni.

L’evento simultaneo globale si è svolto in cinquecentocinquanta città del mondo e parlava da sé: la poesia, la forza della bellezza che salva tutti i giorni l’umanità dall’autodistruzione, parlava da sé; ma non è questo il vero motivo per cui come presentatrice quella sera non ho parlato tanto, lasciando all’evolversi della magia tutto lo spazio per realizzarsi; non è questo il vero motivo per cui finora e fino a qui non ho spiegato che cosa realmente questo evento organizzato senza un soldo – in Sardegna, a Nuoro – significasse per me. Era – semplicemente – una motivazione tanto personale quanto appassionata e sentimentale.

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